Lama
Tzong Khapa (1357-1419)
Uno dei più grandi filosofi e yoghin
del Tibet, fondatore della scuola Ghelug e
dell'università monastica di Ganden.
Nato nella regione nord-orientale dell'Amdo,
si recò sin dalla giovane età
nel Tibet centrale, dove studiò con
tutti i più grandi maestri di tutte
le tradizioni del buddhismo tibetano, specialmente
con i maestri della scuola Kadam e Sakya.
Il suo più grande contributo è
stata la fusione della profonda spiritualità
meditativa con la perfetta logica derivante
dallo studio delle scritture. Tzong Khapa
ha chiarificato le numerose interpretazioni
riguardanti la dottrina della vacuità
esposta da Nagarjuna e ha rivificato la comprensione
dei fondamentali principi della pratica del
Tantra, come illustrati nei Tantra di Guhyasamaja
e di Chakrasamvara. Inoltre sottolineò
l'indispensabilità di una pura disciplina
etica come fondamento del successo della pratica
spirituale, riproponendo la pratica del Vinaya.
.: Lama
Tzong Khapa, biografia
Lama Thubten Yesce
E' stato uno dei principali artefici della
diffusione del buddhismo tibetano in occidente.
Nacque in Tibet nel 1935, a Tolung Dechen,
presso Lhasa. Entrato in monastero alla età
di sei anni, studiò per più
di venti anni filosofia e meditazione a Sera-je,
una delle tre grandi università monastiche
di Lhasa. Dal suo esilio dal Tibet a seguito
della invasione cinese del 1959, si è
stabilito prima in India, dove incontrò
il suo principale discepolo Lama Thubten Zopa
Rinpoce e in seguito in Nepal, a Kopan, presso
Katmandu, dove dal 1971 i lama iniziarono
a dare regolarmente insegnamenti di buddhismo
agli occidentali. Da quell'anno in poi hanno
viaggiato di continuo ed in modo esteso per
tutto il mondo, per insegnare a un numero
sempre crescente di studenti, occidentali
e non. Lama Osel Rinpoce, nato nel 1985 da
genitori spagnoli, è stato riconosciuto
dal Dalai Lama come autentica reincarnazione
di Lama Yesce.
.: Lama
Yesce, biografia
Lama Osel Rinpoce
Lama Osel è la riconosciuta reincarnazione
di Lama Yesce, il fondatore dell'Istituto
Lama Tzong Khapa, che lasciò il corpo
nel 1984. Nel 1985 Osel, nato da genitori
spagnoli, ha preso il posto di Lama Yesce
nel cuore dei suoi numerosissimi discepoli.
Lama Osel studia nell'Università monastica
di Sera-je, viene educato secondo la tradizione
tibetana e quella occidentale e manifesta
già apertamente le qualità del
suo amatissimo predecessore. Nell'anno 2001
Lama Osel ha dato la sua prima iniziazione
in occidente.
.: Lama
Osel Rinpoce
Lama Thubten Zopa
Rinpoce
Lama Thubten Zopa Rinpoce, direttore spirituale
della FPMT, è la reincarnazione di
Kunsang Yesce, uno yoghi sherpa della scuola
Nyngmapa: il lama di Lawudo. Rinpoce nacque
nel 1946 a Thami in Nepal, in una zona dell'Everest
non lontana dalla grotta di Lawudo, dove il
suo predecessore aveva meditato negli ultimi
vent'anni della sua vita.
.: Lama
Zopa, biografia
Ghesce Ciampa
Ghiatso
Ghesce Ciampa Ghiatso
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Cari lettori, molti di voi avranno già
saputo che il nostro amato maestro spirituale
ghesce Ciampa Ghiatso ha fermato i battiti
del suo cuore il 27 novembre 2007.
Molti non sapranno ancora niente.
Ghesce-la ci ha fatto il grande dono,
dopo la sua morte clinica, di restare
nella chiara luce della morte
per sette giorni, cioè non ha lasciato
il corpo, irradiando per tutte le creature
la sua buddhità.
E' stato cremato nello stile tradizionale
tibetano, nel grande prato dell' Istituto,
gazie alla miracolosa concessione degli
Enti appropiati.
Joan Nicell, e altri coraggiosi allievi
del nostro Maestro, hanno documentato
anche fotograficamente varie fasi di questa
inaspettata e dolorosa esperienza.
Potete vedere le foto entrando in
http://picasaweb.google.com/IstitutoLamaTzongKhapa
Potete leggere l'ampio resoconto in inglese,
entrando in
www.fpmt.org/teachers/geshe_jampa_gyatso_passing.asp
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IL GRANDE INSEGNAMENTO:
Quel mattino del 27 novembre, un profondo
dolore ha risvegliato tutti noi discepoli
di Ghesce Ciampa Ghiatso. La notizia della
sua morte, in un primo momento, ha reso
l'aria silenziosa e ferma come se volesse
renderci consapevoli che quel respiro
di amore non sarebbe più appartenuto
alla nostra quotidianità.
Tanti erano i volti increduli che si aggiravano
intorno alla villetta, tanti i discepoli
incapaci di capire cosa sarebbe accaduto
da quel momento in poi a loro stessi e
a questo grande castello, che per anni
è stato la casa di Ghesce-la.
Alle 7.30 della stessa mattina, Ghesce
Tenzin Tenphel ha riunito tutti in Gompa,
per chiederci di mantenere la mente calma,
senza lasciarci andare al dolore: solo
così potevamo offrire un contributo
alla meditazione del nostro Maestro.
Non è stato facile mantenersi lucidi,
raccogliere le forze per non piangere
e cercare di riprendere in mano il presente,
per quanto possibile.
La prima cosa da fare era comunicare con
tutti coloro che avevano incontrato Ghesce-la
anche per una sola volta, e che sicuramente
avrebbero voluto raggiungere Pomaia; abbiamo
iniziato a inviare delle newsletter quotidiane,
cercando di condividere quello che stava
accadendo e allegando le preghiere da
fare, indicate dai tanti Lama giunti in
Istituto.
Purtroppo non tutti hanno ricevuto queste
mail, allora abbiamo pensato di riportare
qui una sintesi degli eventi trascorsi,
scritta a suo tempo da Joan Nicell, in
modo che ognuno possa mantenere il ricordo
di questo ultimo, grande, insegnamento
terreno offerto dal Maestro.
(E.S.)
" Cari studenti di Ghesce Ciampa
Ghiatso,
qui all’Istituto Lama Tzong
Khapa, tutti noi siamo ancora storditi
dagli eventi che hanno avuto inizio con
la morte del nostro maestro.
Il pomeriggio del 27 novembre, il corpo
di Ghesce-la è arrivato all’Istituto
dall’ospedale nel tradizionale carro
funebre nero. E’ stato disteso e
coperto dal suo stesso saio monacale color
zafferano, in una bara aperta collocata
sul suo letto. Nella camera da quel momento,
è calata una atmosfera calma e
silenziosa nel rispetto della meditazione
di chiara luce (tuk-dam) iniziata
dal nostro maestro: soltanto Tulku Ghiatso
sollevava, ogni mattina, un lembo del
saio di Ghesce-la per controllare se egli
fosse ancora nello stadio meditativo.
Fin dal primo momento, è iniziato
il pellegrinaggio dei discepoli, provenienti
da numerosi paesi, e giunti per rendere
omaggio e inchinarsi ancora una volta,
in silenzio, davanti alla loro guida spirituale.
I numerosi Lama che sono arrivati all’Istituto,
hanno iniziato varie recitazioni e pratiche
nella camera di solito riservata al Dalai
Lama. Ogni sera, monaci e laici tibetani
si sono riuniti nella sala da pranzo della
villetta per la Recitazione dei Santi
Nomi di Manjushri; nel gompa
principale, i discepoli occidentali di
Ghesce-la hanno fatto lo stesso, alternando
la lettura dei Santi Nomi con
la recitazione del Sutra del Diamante.
Il 1° dicembre è arrivato in
Istituto Tenzin Tashi Tulku, incarnazione
del Maestro di Ghesce Ciampa Ghiatso,
ma ha dovuto attendere il 3 dicembre per
entrare nella stanza dove si trovava il
corpo di Ghesce-la.

Sembra sia abbastanza comune che un Lama
in tuk-dam attenda l’arrivo
del proprio maestro prima di lasciare
il corpo e così Tulku Ghiatso aveva
impartito severe disposizioni affinché
Tenzin Tashi Tulku entrasse nella villetta
solo in quel preciso momento. La ricorrenza
del 3 dicembre ricorda, infatti, l’anniversario
della morte del fondatore del Monastero
di Sera, Jamcen Cioje, ed è ritenuta
un giorno di auspicio.
Pochi minuti dopo l’incontro tra
Tenzin Tashi e Ghesce-la è iniziata
una forte tempesta di vento: solo nelle
ore seguenti della giornata Dagyab Rinpoce
ha detto che il momento in cui il vento
ha soffiato così forte ha coinciso
con il momento della separazione della
mente di Ghesce-la dal corpo.
Alle 11 del mattino, come avevamo già
fatto nei giorni precedenti, avevamo offerto
lo Tsog insieme a Dagyab Rinpoce (giunto
dalla Germania, su richiesta di Lama Zopa
Rinpoce, per officiare la cerimonia di
cremazione), Ghesce Tenzin Tenphel, Minyak
Rinpoce, Tulku Tenzin Tashi (incarnazione
del maestro di Ghesce-la, Ghesce Tashi
Bum), Gomo Tulku (la cui precedente incarnazione
ha conosciuto come suo discepolo Ghesce-la)
e Tulku Ghiatso (il lama residente al
Centro Ewam di Firenze).

La notizia che la mente di Ghesce–la
aveva lasciato il corpo è stata
diffusa da Dagyab Rinpoce solo alle 17.30.
Su consiglio di Ghesce Ngawan Dragpa,
alcune pietre con dei segni particolari
sono state collocate sulla veste zafferano
che copriva il corpo di Ghesce-la.
I monaci e le monache occidentali, insieme
ai lama e ai monaci tibetani ospitati
nella villetta, hanno recitato la preghiera
per il veloce ritorno del maestro davanti
al suo corpo, i laici facevano lo stesso
in gompa.
Dagyab Rinpoce e altri
lama hanno accompagnato la cerimonia di
preparazione del corpo di Ghesce-la con
particolari preghiere: il corpo di Ghesce-la
è stato lavato con acqua - aromatizzata
con chiodi di garofano, cardamomo e altre
spezie - poi avvolto in un manto di cotone
bianco, e coperto con della seta rossa e
arancio. Sulla sommità del capo è
stata posta la corona dei cinque lignaggi
di buddha.
Per la prima volta dalla data della morte,
i discepoli si sono potuti prostrare davanti
al loro maestro e offrirgli la kata. La
notizia ha fatto sì che, nella notte,
molte persone si sono radunate per rendere
l'ultimo, silenzioso, omaggio al corpo di
Ghesce Ciampa Ghiatso.
Nelle prime ore della sera del 3 dicembre,
Dagyab Rinpoce ha fatto sapere che sarebbe
stato di grande auspicio far coincidere
la data della cremazione con il giorno 4
dicembre, anniversario di Lama Tzong Khapa.
Le ore a nostra disposizione per ultimare
i preparativi erano ristrette ad una sola
notte: una squadra di uomini era intenta
alla costruzione dello stupa per la cremazione,
sotto la luce dei riflettori.Intorno allo
stupa, i pali piantati nel primo pomeriggio
nel terreno inaridito hanno delimitato un
perimetro, chiuso con teli di stoffa arancione.
All’interno del recinto, sono stati
sistemati alcuni tavoli su entrambi i lati
dello stupa per formare un altare; sull’altare
sono state disposte ciotole contenenti acqua
e zafferano in cui galleggiavano offerte
di fiori. Allo stesso tempo sono state preparate
delle ghirlande con rametti verdi e fiori
multicolore da appendere da un punto all’altro
della recinzione.

Tutto si svolgeva con un’incredibile
armonia.
Una portantina era stata costruita e poi
decorata con kate colorate e piccole bandiere
della vittoria per condurre il corpo di
Ghesce-la dalla villetta al luogo della
cremazione. Tre lati del vaso dello stupa
per la cremazione (costruito con mattoni
refrattari) sono stati eretti, dipinti ed
asciugati velocemente. Fotocopie, tracciate
in rosso, e raffiguranti i sette emblemi
reali e la ruota del Dharma, sono state
incollate alla base dello stupa (il trono);
la parte superiore della costruzione (il
vaso) è stato decorato con gli otto
segni di buon auspicio.
Alle 6 del mattino, il corpo di Ghesce-la
è stato portato sul luogo della cremazione
in una sobria processione. Mentre i lama
recitavano le preghiere, il corpo di Ghesce-la
è stato collocato dentro lo stupa
all’altezza del vaso e seduto sopra
un pezzo di stoffa bianca disegnata con
la ruota del Dharma. A questo punto, il
quarto lato del vaso è stato chiuso
e decorato con i rimanenti segni di buon
auspicio.
La cremazione è iniziata intorno
alle 14.30 del 4 dicembre, dopo che il Comune
di Santa Luce ha firmato l’ultimo
consenso perchè ciò potesse
avvenire nel prato dell’Istituto Lama
Tzong Khapa.
Dagyab Rinpoce ha guidato la puja del fuoco
di Yamantaka, seduto su di un trono di fronte
allo stupa e con le spalle rivolte mare.
Gli altri lama erano seduti al lato opposto,
seguiti dai monaci, le monache e i laici
che avevano completato il ritiro di Yamantaka.
Altre persone erano sedute ad anello intorno
al recinto. La puja è stata officiata
in tibetano da Minyak Rinpoce. Non appena
il fuoco è stato appiccato, un brivido
di dolore ha attraversato tutti i presenti.
Quando la legna ha iniziato a crepitare,
folate di fumo bianco si sono innalzate
vorticosamente, seguite da fiamme color
arancio che finivano dritte e veloci verso
il cielo.

Alla fine della puja, le quattro aperture
disposte alla base del trono, rappresentanti
le quattro porte, sono state chiuse con
dei mattoni e dello stucco, quindi rivestite
con le immagini dei guardiani delle quattro
direzioni.
La puja è durata poco più
di due ore. Mentre tutto stava finendo,
il sole ci ha regalato uno stupendo tramonto.
Nel mare, l’isola della Corsica all’orizzonte,
si stagliava contro un cielo che sembrava
in fiamme. Dopo aver circoambulato lo stupa
per qualche tempo, ci siamo recati nel gompa
per compiere l’offerta dello Tsog,
come vuole la tradizione nell’anniversario
di Lama Tzong Khapa.
Abbiamo trascorso i giorni e le notti successivi
svuotando e riempiendo le offerte disposte
intorno allo stupa, e facendo attenzione
che le numerose candele e lampade ad olio
non si spegnessero al forte vento.
Ghesce Tenzin Tenphel ha consigliato tutti
noi, suoi discepoli, di continuare la Recitazione
dei Santi Nomi di Manjushri, del Sutra
del Diamante e della Preghiera
per il veloce ritorno di Ghesce-la.
Tali preghiere dovranno essere fatte in
particolare, nei 49 giorni che intercorrono
tra il 27 novembre 2007 e il 14 gennaio
2008 e, successivamente, proseguite fino
al ritorno di Ghesce Ciampa Ghiatso.
Ghesce Tenphel ha sottolineato che, alla
base delle nostre recitazioni, la motivazione
non deve essere, come nei confronti di un
essere ordinario, quella di guidare la coscienza
- che è nella condizione confusa
dello stato intermedio - verso una buona
rinascita; piuttosto dobbiamo generare un
forte e deciso desiderio che Ghesce-la torni
presto fra noi, con un corpo umano. Come
esseri umani, infatti, abbiamo bisogno di
ricevere insegnamenti da un essere umano.
Lama Zopa Rinpoce ha dato gli stessi consigli
e lo stesso Dalai Lama ha detto che era
particolarmente importante la Recitazione
dei Santi Nomi di Manjushri e la preghiere
del Migtsema (il mantra di
Lama Tzong Khapa).
(J.N.)
"Il 16 gennaio 2008, a conclusione
dei 49 giorni che sono il limite massimo
di vita, per un essere umano, di dimorare
nello stadio intermedio (bardo) prima della
rinascita, è stata celebrata l'Offerta
al Maestro spirituale, dedicando lo Tsog
a Ghesce Ciampa Ghiatso.
Il nostro desiderio di rincontrarlo presto
in forma umana cresce di momento in momento.
I suoi discerpoli augurano, a tutti coloro
che lo hanno incontrato, di mantenere sempre
nel proprio cuore il ricordo del suo insegnamento,
sia esso derivato da un suo sorriso, da
una sua carezza, da un suo rimprovero, da
un suo gesto, o dagli innumerevoli insegnamenti
orali che ci ha donato sulla base delle
parole di Buddha.
Chi lo volesse, potrà continuare,
con grande beneficio, a recitare I Santi
Nomi di Manjushri, il Sutra del Diamante
e la Preghiera per il veloce ritorno di
Ghesce-la, oppure il mantra Om muni
muni maha muniye svaha, o uno dei
mantra di Lama Tzong Khapa.
I testi si possono scaricare o stampare
cliccando " download".
.: Ghesce
Ciampa Ghiatso, biografia
Gomo Rinpoce
Gomo è una localita montana nella regione
di Phembo, nel Tibet centrale, un luogo
sacro del Glorioso Ciakrasamvara. È stata
abitata dal grande santo indiano Padampa
Sanghie, contemporaneo del famoso Milarepa
(1052 - 1135). Il sublime Sonam Rincen,
che era un discepolo diretto di Padampa
Sanghie, è l'essere di cui Gomo Rinpoce
è la reincarnazione. Fino ad ora ci sono
state ventitré reincarnazioni del Lama Gomo
Rinpoce.
.: Gomo
Rinpoce, biografia
Geshe Tenzin
Tenphel
Ghesce Tenzin Tenpel, conosciuto al suo
monastero come ghesce Lhakpa, è stato
allievo di Ghesce Tashi Bum, il maestro
di Ghesce Ciampa Ghiatso. Ha conseguito
il titolo accademico di ghesce lharampa
(il più alto riconoscimento negli
studi classici delle università monastiche
tibetane) presso l’università
buddhista di Sera Je. Ha poi proseguito
gli studi nel collegio tantrico del Gyuto.
Dal gennaio 1998 affianca ghesce Ciampa
Ghiatso nel programma residenziale e generale
dell’Istituto Lama Tzong Khapa.
.: Geshe
Tenzin Tenphel
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