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Buddhismo |
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In India,
2500 anni fa, il giovane principe Siddharta,
profondamente turbato dallo spettacolo della
sofferenza, rinunciò ai fasti della reggia
paterna e percorse la via che lo portò al
di là di ogni sofferenza e all'acquisizione
di ogni virtù.
Grazie all'esperienza della meditazione, Buddha
Shakyamuni penetrò l'essenza della mente.
Tramite la contemplazione diretta, ne realizzò
la natura profonda, raggiungendo così il risveglio
o l'illuminazione. Questa fu un'esperienza
di capitale importanza. Avendo dunque scoperto
la realtà di ciò che siamo, prese a insegnare
proponendo una via per accedere alla stessa
esperienza che egli aveva realizzato. Questo
insegnamento è detto Dharma ovvero
l'insegnamento del Buddha.
I suoi insegnamenti ebbero una larga diffusione
in tutto l'oriente, raggiunsero l'altopiano
del Tibet intorno al 650 dopo Cristo e vi
si radicarono profondamente. Il buddhismo
nel Tibet ebbe un periodo di incontaminato
splendore fino alla tragedia dell'invasione
cinese che dette inizio a una sistematica
distruzione di ogni forma di espressione religiosa
e costrinse migliaia di persone, tra cui il
Dalai Lama, a un esodo forzato. E' da quei
tragici giorni che per il buddhismo della
tradizione tibetana iniziò una nuova fase:
quella dell'incontro con l'occidente.
Il buddhismo tratta di una conoscenza sperimentale
che ci insegna a riconoscere la nostra fondamentale
natura, ci libera dall'asservimento alle illusioni,
alle passioni e ai pensieri. Consente di scoprire
la vera felicità durante la vita, nel momento
della morte e nelle esistenze future, fino
al risveglio spirituale assoluto che è lo
stato di buddha. Sviluppa saggezza e compassione
universali.
Il Dharma del Buddha che parla della nostra
natura interiore, del nostro essere profondo,
è detto scienza interiore; è questo
il nome tradizionale di ciò che gli occidentali
hanno voluto chiamare buddhismo.
Lama Yesce diceva che, quando si studia il
buddhismo, studiamo noi stessi: impariamo
a conoscere la natura della nostra mente.
La nostra mente può essere paragonata a una
mano temporaneamente legata tanto dalla rappresentazione
concettuale di un io, ego o sé che
dir si voglia, quanto dai concetti e dalle
fissazioni derivate da questa idea. A poco
a poco, con la pratica, si eliminano fissazioni
e concetti egoici e proprio come una
mano, quando viene slegata, può finalmente
aprirsi, la mente si apre, acquisendo ogni
sorta di possibilità operativa. Scopre allora
di avere numerose qualità e destrezze, proprio
come accade alla mano una volta liberata da
ciò che la legava. Queste qualità, che si
rivelano progressivamente, sono le qualità
del risveglio, le qualità della mente pura.
La meditazione
Una delle fondamentali pratiche del sentiero
buddhista è la meditazione, un'attività della
mente che semplicemente prende coscienza dei
suoi diversi aspetti. La parola tibetana per
meditazione sgom, significa letteralmente
familiarizzarsi. Esistono molte tecniche
diverse di meditazione e numerosi aspetti
latenti della mente con cui familiarizzare.
Ogni tecnica ha delle funzioni e benefici
speciali e ciascuna è il componente di una
struttura atta a portare la nostra mente a
una visione realistica del mondo. Di fatto
si tratta di essere completamente onesti nei
nostri confronti, di prendere coscienza di
quello che siamo e lavorare su questo per
diventare più positivi e utili a noi stessi
e agli altri.
Vi sono numerose tecniche meditative che possono
essere suddivise in due tipi : meditazione
stabilizzante e meditazione analitica.
La meditazione stabilizzante viene
usata per sviluppare la capacità di concentrarsi
su un unico punto, un prerequisito per ottenere
qualsiasi realizzazione duratura nella pratica.
La meditazione analitica stimola invece
il pensiero creativo e intellettuale ed è
determinante per il nostro sviluppo : il primo
passo per ottenre una reale coscienza intuitiva
e capire concettualmente la realtà delle cose.
Questa chiarezza concettuale si trasforma
in certezza e quando è unita alla meditazione
stabilizzante, è la porta della conoscenza
diretta e intuitiva. |
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